Acconciatore: ieri, oggi, domani.

Parrucchiere: un’arte antichissima, espressione fondamentale nell’evoluzione dell’uomo.
Fin dal Paleolitico inferiore, il taglio del crine (o del capello) era affidato alle più alte autorità della tribù/comunità; individui che rivestivano un ruolo sociale importantissimo, a volte persino assimilabili o corrispondenti alle figure di sacerdoti. Nell’antico Egitto si attesta che il barbiere godesse di buona fama
e fosse annoverato tra le personalità illustri e rispettate.
È nell’Ellade, società fondatrice della prima democrazia della storia, che furono creati i primi negozi di barbiere.

Acconciatore:
ieri, oggi, domani.

Avvicinandoci ai nostri giorni, il parrucchiere rimane un mestiere romantico che spesso si tramanda da padre in figlio. Le botteghe diventano luoghi di incontro, vere e proprie abitudini sociali e si dividono in barbieri per uomo
e pettinatrici per donna. Da questo periodo si riscontra una certa involuzione della professione: si perde un po’
il ruolo prestigioso che ha dato origine al nostro lavoro e sovente, magari a torto, “fare il
parrucchiere” diventa una scelta per chi non vuole studiare o per chi la vede come ultima risorsa di guadagnarsi la giornata.
Nasce la figura del garzone del barbiere e spesso, nei negozi da uomo, tra le riviste si trovavano un po’ nascoste pubblicazioni osé. Famosi i pettegolezzi, tra una tintura e una permanente, che vedono impegnati clienti e titolari del salone: l’ultimo scandalo di una o dell’altra star, calcio, donne e politica sono i temi che accompagnano le giornate.
Forse questo è il momento in cui la professione soffre di un’involuzione e il parrucchiere perde il suo prestigio.
Ci sono però periodi storici dove tutto cambia, periodi dove figure determinanti mutano il corso delle cose e vorrei ricordare due esempifondamentali di questo cambiamento: Vidal, Sassoon e Aldo Coppola. Oltre a ricordarli
con affetto e riconoscenza dobbiamo attribuire loro una trasformazione e un rilancio del mondo dell’hairstyle.
Tutto cambia: il modo di concepire la donna, con tagli più geometrici e tecniche più evolute.
L’universo dell’hairstyle entra in contatto diretto con l’alta moda. Si comincia a concepire che lo stile capelli/abbigliamento è un binomio indissolubile. Nascono i primi saloni d’avanguardia, finisce l’era del negozio maschile e femminile. È in questo preciso istante che il nostro settore vive un’evoluzione fondamentale: il cambiamento diventa essenziale, anche tenendo conto della crisi economicadegli ultimi vent’anni.
Chi ha capito il cambiamento ha ottenuto grandi risultati, chi non è stato pronto ha riscontrato maggiori difficoltà o addirittura è scomparso. Questa è stata la fase durante la quale qualità del servizio, saloni confortevoli, prodotti sempre più performanti, collaboratori sempre più preparati, una cultura generale
più elevata nel settore hanno creato il nuovo hairstylist. La sua figura viene nuovamente riconosciuta e rispettata. L’evoluzione è completata.
I saloni vengono gestiti non più in modo artigianale, bensì con un’impronta imprenditoriale.
A tale proposito desidero fare una precisazione importante: essere imprenditori è una filosofia di pensiero, non importa quanti addetti hai nel tuo salone, uno o dieci… è il modo di pensare che conta.
Ecco che i saloni diventano tecnologici, sempre più spesso vengono gestiti da software aziendali. La vendita di prodotti diventa fondamentali e nasce il consulente d’immagine.
Nei saloni gli operatori acquisiscono altissima professionalità su più fronti: tecnici per le colorazioni, stilisti che nel taglio studiano la personalitàdi ciascun cliente per potergli offrire la soluzione ideale, consulenti che conoscono perfettamente componenti ed inci dei prodotti, esperti che interpretano e prevedono gli andamenti del mercato per poter essere sempre all’avanguardia.
Il nostro settore è arrivato al top hairstyle.
E ora? Cosa accadrà nei prossimi trent’anni?
Tranquilli, la bellezza sarà sempre di più al centro del mondo, abbiamo ampi margini di crescita, ci sarà un’ulteriore selezione del mercato, i nostri saloni guarderanno al futuro, possiamo inserire tantissime risorse, allargare i nostri orizzonti a 360 gradi, i nostri saloni saranno ancora più confortevoli ed essenziali, vere oasi di relax.
Ognuno di noi saprà restare al passo con i tempi, le aziende ci supporteranno sempre più con prodotti di altissima qualità e l’hairstylist incrementerà il suo ruolo di consulente.
Nel mio caso ho intrapreso l’uso degli integratori alimentari da abbinare ai servizi e in aggiunta ai prodotti consigliati, e ho studiato metodi di colorazioni e tagli unici e non replicabili su un’altra cliente: una forma di servizio ultra-personalizzato per la cliente più esigente.
Ricordate amici e colleghi: il futuro è nella bellezza… e noi siamo portatori sani di bellezza.
Buon futuro!

Intervista a Tony Di Liddo

Intervista pubblicata sulla rivista You

CHI E’ TONY DI LIDDO?
Tony nasce a Torino il 23 Luglio del 1963, figlio D’Arte perché non solo mio padre Enzo Di Liddo,
ma anche mio nonno erano Parrucchieri , io fui un predestinato, contribuii a diventare la terza
generazione di parrucchieri, ma oggi con mia figlia Beatrice Di Liddo siamo arrivati alla quarta.
COME INIZIO’ LA PASSIONE DELL’ACCONCIATORE?
Fu un fatto del tutto naturale, la mia vita da piccolo era tutta concentrata tra la casa, il salone, la
scuola e i giardini; il tutto nel raggio di pochi centinaia di metri , tornando da scuola, passavo dal
salone per posare la mia cartella e spesso mio padre m’invitava a ramazzare i capelli con una
scopa che era più alta di me. Quel salone era quasi la mia seconda casa ,entravo ed uscivo in
continuazione, ed è entrato dentro il mio cuore senza accorgermene. Finita la scuola dell’obbligo
in modo brillante, avevo già preso una decisione: volevo diventare acconciatore!. Non volevo fare
altro, non ho mai pensato di fare altro, ma mio padre mi riteneva troppo giovane per far parte di
quel salone già allora molto importante, con una clientela di un certo livello, e cosi mi spinse a
diplomarmi in ragioneria, con scarsi risultati. Ricordo perfettamente un episodio, una
professoressa un giorno umiliandomi per il mio scarso impegno mi disse: “cosa pensi di fare nella
vita , se con il tuo impegno hai risultati cosi scarsi?” Lo disse davanti a tutta la classe….risposi:
“un giorno con il mio mestiere ,guadagnerò in un giorno, quello che lei guadagna in un mese”. Era
deciso cominciai a fare l’acconciatore.
QUALI FURONO I PRIMI PASSI NEL LAVORO?
A quei tempi il salone di mio padre era fondamentale maschile, di gran livello; era esercitata
l’attività di estetica, ed erano già in cinque persone che collaboravano. Cominciai frequentando
l’accademia maschile dell’ANAM. Ben presto mi misi in luce, ricordo dopo qualche mese avevo
già i miei primi clienti che venivano e mi aspettavano per farsi tagliare i capelli da me. Vinsi due
campionati regionali , e tra l’accademia ed il salone cominciai la mia professione.
C’E’ STATO UN MOMENTO DI SVOLTA NELLA TUA CRESCITA?
SI ! Determinante, fù a diciotto anni , ero un bambino fondamentalmente , ma mi si apri’ la
possibilità di andare a LONDRA da VIDAL SASSOON . Mio padre mi mise in un aereo e partii
senza conoscere una parola d’Inglese, ma con tanta curiosità e voglia d’imparare.
Li imparai tutto, la disciplina, il rispetto degli orari, il modo di lavorare, le tecniche , la geometria.
Fù inebriante, ero il primo ad entrare in accademia, l’ultimo ad uscire, poi una volta finita la mia
giornata , giravo il centro di Londra, guardando la gente com’era pettinata , mi fermavo davanti i
saloni di famosi Hair Style , stavo li davanti, li fissavo in continuazione, infatti un giorno fui
sorpreso dai nostri accompagnatori , ero davanti al salone di TONY&GUY, inebetito ,fermo, li
fissavo, cercavo di carpire i loro movimenti. La sera mi presero da parte e mi chiesero se volevo
fare un giorno intero da loro, ci sarebbe stato un gruppo Rock importantissimo che dovevano farsi
i capelli, ero pazzo di gioia. Al mattino mi accompagnarono ed entrai nel loro salone , la sera uscii,
e non ero più la stessa persona, tornai a Torino trasformato, mentalmente ,tecnicamente, e da
quel giorno inizia il mio percorso nel settore femminile.
CHI E’ OGGI TONY DI LIDDO ?
Sono passati tanti anni, quella risposta data alla professoressa, forse irriverente e forse anche
inopportuna, voleva solo dire che non puoi fare nulla nella vita se non lo ami, io non avrei mai
potuto fare il ragioniere, ma solo l’acconciatore, mi piacerebbe rincontrarla per potermi chiarire
con lei, oggi sono una persona felice e realizzata, il mio cammino è stato brillantissimo ,ho
calcato pedane importantissime , sono arrivato a lavorare al Royal Albert Hall , a vincere il Best
Cut Italia , ad avere rapporti amichevoli e di stima con i migliori stilisti Italiani ed Internazionali ed
avere la stessa passione negli occhi di quei giorni a Londra ,sono innamorato pazzo del mio
lavoro, della mia professione. Mi ha dato tutte le soddisfazioni che nemmeno avrei immaginato
nella vita, oggi le sto trasmettendo al mio gruppo , a mia figlia Beatrice.
E’ STATO TUTTO FACILE OPPURE NEL PERCORSO HAI AVUTO MOMENTI DI
RIPENSAMENTO?
RIPENSAMENTO MAI! Momento di difficoltà si, la morte di mio Padre. Lui per me era tutto, era
colui che ha creduto in me, colui che dividevo le mie giornate di lavoro, il mio maestro di vita. Lui
mi ha insegnato tutto, tutto quello che ho imparato lo devo a lui, il giorno che mi moriva tra le
braccia poteva segnare la mia vita per sempre, invece il suo insegnamento mi ha portato a reagire
e a giurare che ogni giorno lo avrei speso per gli insegnamenti avuti da lui e tutti i miei successi e
del nostro gruppo sono dedicati a lui.
TONY PARLACI DEL TUO FUTURO….
Abbiamo una decina di pagine? Scherzo naturalmente, ma ho tante cose da dirvi. Intanto vorrei
anticipare che in collaborazione con YOU avremo una bella ed interessante collaborazione dove,
in ogni numero, parleremo ed approfondiremo l’argomento della Bellezza , con argomenti attuali,
confronti ed idee, suggerimenti sul ruolo del parrucchiere nel pianeta bellezza a 360 gradi , quindi
un invito a leggerci, dopodiché sto iniziando varie iniziative per poter celebrare in modo degno i
nostri 50 anni, nozze d’oro di professionalità nello stesso salone storico a Torino e poi tante altre
cose che vi racconteremo nel prossimo numero. Vi voglio salutare con questa frase che ho scritto
ovunque nel mio salone,
NULLA AL MONDO MI DA PIU’ GIOIA…CHE REALIZZARE CIO’ CHE AMO
Tony Di Liddo